Non siamo partiti così. All'inizio ristrutturavamo. Poi, cantiere dopo cantiere, abbiamo imparato il mestiere: le strutture, i materiali, le finiture, le tecniche. E siamo passati a riparare.
Con gli anni è arrivata anche la lentezza, quella che chiamiamo slow architecture: portare avanti il cantiere con calma, prendere le decisioni senza fretta, scegliere i metodi, le tecniche e le mani giuste, e saper aspettare i tempi lenti dei materiali, come la calce, che indurisce piano. Ci siamo accorti che ha molto a che fare con il wabi sabi. La strada non è mai finita: ogni cantiere ci insegna qualcosa, e il lavoro si affina.